Passeggiate ed escursioni

crezzo

Crezzo

Assai piacevole una escursione, a piedi o in macchina, al minuscolo nucleo abitato di Crezzo, frazione di Barni, luogo di ricchi pascoli beneficiati dall’influsso del ramo Lecchese del lago di Como su cui affaccia e dotato a sua volta di un piccolo incantevole laghetto.

 

Il “Crott del Castel de Leves”

Porta questo nome l’altura pressochè a precipizio sopra Onno e che domina il ramo lecchese del Lago di Como, posta ad oriente dell’abitato di Barni e sul quale sopravvivono le ultime vestigia del Castel di Leves il quarto dei Castelli di Barni che chiudeva tutto il largo della valle quale punto cerniera della rete di avvistamento e segnalazione giacchè per la sua posizione poteva collegare visualmente l’alto lago con Lecco e la Vallassina, direttamente, vedendo, nel contempo, tutte le principali fortificazioni o torri di avvistamento quali : Gravedona, Musso, Rezzonico, Bellagio, Dervio, Vezio di Varenna, Esino, Mandello, Abbadia.

Il punto, fra i più panoramici e poco conosciuti del Triangolo Lariano si raggiunge abbastanza comodamente e celermente con il sentiero che s’inerpica sulla sommità dipartendosi dalla strada che porta a Crezzo e alla Madonnina, un poco prima del bivio per queste due località.

Proprio per le sue peculiarità panoramiche è stato recentemente dotato di una camera fissa cui è possibile connettersi via Internet.

In prossimità del sentiero che si snoda sulle pendici del Crott del Castel de Leves, a precipizio sul ramo lecchese del lago di Como, sorge il memoriale per ricordare le vittime del volo Milano – Colonia precipitato nel 1987 quasi sulla verticale dell’abitato di Onno.

Il monte Colla e l’Oriolo

Da queste alture la vista può spaziare su un buono scorcio dei colli brianzoli e si raggiungono grazie a comodi sentieri immersi nella vegetazione percorrendo i quali si possono ammirare due piante monumentali:

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“el Castanun de Buncava”

Castagno secolare di enormi dimensioni situato nella zona di Buncava vicino a Crezzo ( per valutarne la grandezza vedere la persona a fianco in basso a sinistra)

 

 

“el Fóó di Drizz”

Un faggio, legittimo erede di quello secolare che fa’ parte dello stemma di Barni, perito nel 1926 a causa di una tromba d’aria.

Comodamente raggiungibile, trovandosi poco discosto dalla strada per la Madonnina e Crezzo, troviamo un altro masso erratico non di grandi dimensioni, ma, di particolare suggestione per la leggenda che lo avvolge:

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La “Cadrega del Diaul”

Deve il nome alla sua forma e agli eventi, non solo leggendari, dei quali è stato al centro nei secoli.

 

 

L’alpe Spessola

E’ un valico collocato sul Sentiero n.1, la dorsale del Triangolo Lariano che collega Bellagio con Brunate. Si raggiunge dall’abitato di Barni tramite un sentiero che con brevi digressioni verso la valle di Tarbiga permette di raggiungere dapprima alcuni affioramenti fossili di conchiglie bivalvi e conglobazioni di madrepore. Risalendo la valle di Tarbiga si può ammirare un masso erratico di granito, “el sass de Prea Nuelera”, al confronto del quale impallidiscono i più celebri Sasso Lentina e Pietra Luna che dalla loro hanno solo una maggiore comodità di accesso.

Tornati sul “Sentee de Munt” per l’Alpe Spessola, si raggiunge il dosso, dove, fino al 1926, troneggiava il gigantesco faggio secolare anzidetto, la cui sagoma era visibile a occhio nudo sin dagli ex bastioni di Porta Venezia in Milano.

Giunti all’Alpe Spessola, punto di notevole panoramicità, si può scendere al Piano del Tivano ovvero salire sino a raggiungere la vetta del S. Primo, il maggior rilievo del Triangolo Lariano.

Le altre escursioni

Distensiva per la gradualità del suo andamento planialtimetrico è la passeggiata che, snodandosi nel pianoro boscoso del “Barnecc” e de “la Bula”, collega Magreglio con Lasnigo passando per il “Caval di Barni” sulle pendici del “Crott del Castel di Leves” e per Crezzo.